Nonostante la nomenclatura svecchiata, le fake news sono qualcosa che è sempre esistito. Arma potente nelle mani di chi sa sfruttarne le conseguenze sull’ opinione pubblica, fanno parte da tempo immemore degli strumenti a disposizione di coloro che desiderano guadagnare consensi o screditare gli avversari. Perché questo fenomeno si è acuito negli ultimi anni? Quali potrebbero essere le conseguenze?

Con l’avvento dell’era digitale e del web 2.0, tutti abbiamo avuto accesso ad una marea di informazioni che spesso risultano difficili da gestire, fin anche ad essere nocive al nostro sapere. Le fake news sono così pericolose proprio perché, quando ben confezionate, sono difficili da distinguere dalla realtà dei fatti per i più, riuscendo quindi a veicolare un’ informazione errata o veritiera a metà.

Se prima la diffusione era limitata alla voce popolare, ad alcuni manifesti e giornali e in tempi più recenti alla televisione, oggi internet è diventato una cornucopia di notizie accessibili da chiunque possegga uno smartphone, dando il la ad una preoccupante ondata di bufale e disinformazione.

Diffondere una fake news è facile e per renderla più credibile basta metterci un pizzico di verità, magari andando a toccare temi caldi che interessino alla maggior parte della comunità. Aizzare la folla è altrettanto semplice sfruttando la suddetta notizia, basta scegliere le parole giuste, fingere di analizzare obiettivamente elargendo al contempo giudizi velati che mettano la proverbiale ”pulce nell’orecchio di chi legge”.

Un controllo è quindi fondamentale e prioritario, ma il primo vero sistema difensivo è il sapere e la cultura delle persone che prima di credere a qualunque cosa letta online, dovrebbero pensare a formare sé stesse.

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